Il Giappone non è un luogo a cui si va per trovare risposte. È un luogo in cui le domande cambiano forma.
やばい lo diciamo quando qualcosa ci spiazza al punto da lasciare senza parole. Non importa se sia bello o terribile: la parola è la stessa. Quando ho iniziato a studiare l’italiano, questo mi ha colpito più di tutto. Qui bisogna scegliere. In giapponese, a volte, si resta semplicemente dentro l’ambiguità.
Ho iniziato a collaborare con Casa Editrice Peacock a diciannove anni. Non sapevo esattamente cosa stessi facendo a quell’età raramente lo si sa, ma intuivo una cosa precisa: non stavano costruendo un catalogo sul Giappone. Stavano costruendo uno sguardo.
In Italia, il Giappone è spesso una superficie: manga, samurai, ciliegi in fiore. Immagini riconoscibili. Rassicuranti. Il Giappone come estetica.
Peacock lavora altrove. Usa il Giappone come dispositivo di lettura. Intelligenza artificiale, infanzia, morte, moda, poesia, storia: non sono temi “giapponesi”, sono temi universali attraversati da una prospettiva specifica. La domanda non è “che cos’è il Giappone?”, ma “che cosa diventa visibile, se guardiamo da lì?”.
東京は速いTokyo è veloce. Tutto si trasforma, tutto coesiste. Tradizione e futuro non si oppongono: si sovrappongono. Nello stesso edificio, nello stesso gesto, nello stesso piatto. Un anziano in kimono che scorre uno smartphone non è una contraddizione. È un equilibrio.
Questa coesistenza è ciò che Peacock prova a restituire. Non un Giappone cristallizzato, ma un sistema in movimento. Un laboratorio in cui il passato e il presente si interrogano senza annullarsi.
Lavorando da Tokyo, la distanza si fa evidente. Non è solo geografica: è una distanza di percezione. Ed è proprio questa distanza a rendere possibile uno sguardo più nitido. Chi è troppo vicino, spesso, smette di vedere.
Il Giappone mi ha insegnato che la forma non è decorazione. È pensiero. Un libro ben fatto non è semplicemente bello: è un oggetto che pensa, anche attraverso la sua forma.
Forse è questo il punto. Libri che pensano. Attraverso il Giappone, ma non limitati al Giappone.
そういうことだと思うcredo che sia esattamente questo.
Takeshi Hito
Tokyo
Testo raccolto e tradotto dalla redazione di Casa Editrice Peacock.
FAQ
Cos'è Casa Editrice Peacock? Un editore indipendente italiano che usa il Giappone come prospettiva per leggere temi universali tecnologia, infanzia, morte, moda, poesia.
Chi è Takeshi Hito? Collaboratore di Casa Editrice Peacock da Tokyo sin dalla fondazione della casa editrice.

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