Perché pubblichiamo anche per chi non ha una libreria sotto casa | Casa Editrice Peacock

Campobasso, Università degli Studi del Molise — convegno AIE "Leggere per incontrarsi, leggere per includere", 28 aprile 2026
Campobasso, Università degli Studi del Molise — convegno AIE "Leggere per incontrarsi, leggere per includere", 28 aprile 2026

Campobasso, Università degli Studi del Molise / convegno AIE "Leggere per incontrarsi, leggere per includere", 28 aprile 2026

 

Oggi all'Università degli Studi del Molise, a Campobasso, l'Associazione Italiana Editori ha presentato dati che chi lavora nell'editoria conosce bene, ma che raramente vengono detti ad alta voce.

 

In Molise, il 54% della popolazione vive in un comune senza librerie.

Il 93% dei comuni non ne ha nemmeno una.

Le biblioteche pubbliche hanno un bibliotecario in organico solo nell'11,8% dei casi.

 

Non è un'anomalia locale. È una fotografia.

 

Un'Italia a due velocità, dove l'accesso ai libri dipende ancora, in larga parte, da dove si vive.

 

Noi, a Casa Editrice Peacock, pubblichiamo letteratura giapponese contemporanea. Un catalogo di nicchia, per definizione destinato a lettori pochi e dispersi.

 

Non abbiamo mai pensato di essere ovunque. Non per scelta strategica, ma per realtà: in molte zone del paese, semplicemente, le librerie non ci sono.

 

Questo, fin dall'inizio, ci ha obbligati a ragionare in un altro modo.

 

Chi legge i nostri libri spesso non ha una libreria sotto casa. Vive in un piccolo centro del Sud, o in una città media del Nord dove la narrativa asiatica non trova spazio.

 

Ci trova altrove.

 

Attraverso una ricerca.

Un consiglio.

Un passaggio inatteso.

 

Arriva su Odabooks, il nostro shop dedicato, oppure ci scrive direttamente.

 

Quella persona esiste.

Legge.

Sa cosa cerca.

 

Le statistiche dicono che al Sud si legge meno. È vero. Ma c'è una domanda che resta sospesa:

 

Quanto di quel "leggere meno" nasce dall'assenza di luoghi dove i libri si incontrano?

 

Quanti lettori non lo sono diventati, semplicemente perché nessuno ha mai messo il libro giusto nelle loro mani?

 

Noi non abbiamo una risposta sistemica. Non è il nostro ruolo.

 

Possiamo però fare una cosa precisa: continuare a pubblicare libri che meritano di essere cercati, renderli accessibili a chi vuole trovarli, e considerare ogni lettore a Milano, a Campobasso, a Torino, o in un comune di tremila abitanti senza libreria  per quello che è:

 

qualcuno che merita di leggere cose belle.

 

È per questo che pubblichiamo.

 


Domande frequenti

 

Cos'è il convegno di cui parla il post?

 

"Leggere per incontrarsi, leggere per includere" è l'incontro organizzato il 28 aprile 2026 dall'Università degli Studi del Molise e dall'Associazione Italiana Editori a Campobasso. Fa parte di un percorso più ampio chiamato Per una primavera della lettura al Sud, avviato a Napoli nel 2025 e passato poi per Palermo e Soveria Mannelli.

 

Chi è l'AIE e perché questi dati vengono da loro?

 

L'AIE  Associazione Italiana Editori  è la principale associazione di categoria degli editori italiani. I dati sul Molise fanno parte di una ricerca più ampia sulla lettura e sui consumi culturali nel Mezzogiorno, condotta insieme a Pepe Research. Li ha presentati Piero Attanasio al convegno di Campobasso.

 

 

Cosa fa l'Università del Molise per promuovere la lettura?

 

Il Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell'Università degli Studi del Molise diretto dalla professoressa Giuliana Fiorentino  ha sviluppato programmi attivi in collaborazione con le scuole del territorio. È uno dei pochi esempi concreti di come un ateneo possa incidere direttamente sull'ecosistema culturale locale.

 

Il problema delle librerie mancanti riguarda solo il Molise?

 

No. Il Molise è il caso presentato oggi, ma il quadro è diffuso in tutto il Mezzogiorno. Al Sud e nelle Isole legge libri il 58% della popolazione over 15, contro il 73% del Centro Nord. La mancanza di librerie e biblioteche attrezzate è una delle cause strutturali più documentate.

 

Cosa c'entra tutto questo con Casa Editrice Peacock?

 

C'entra direttamente. Pubblichiamo letteratura giapponese per un pubblico disperso sul territorio nazionale  spesso in zone dove una libreria specializzata non esiste. È il motivo per cui Odabooks esiste e per cui continuiamo a lavorare su distribuzione e accessibilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

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