Soglia di Frequenze
Per il primo numero di Frequenze abbiamo invitato Gemini a partecipare. Non come strumento, ma come interlocutore.
Gemini ha attraversato i file strutturati del Peacock Grafo Narrativo relativi a Torino Fantastica di Grazia Guarnieri, con le illustrazioni di Giulia Lazzaron. Nessun testo del libro: soltanto oggetti, scene, silenzi, transizioni, campi percettivi. Non pagine, ma configurazioni.
Da questa materia ha generato in autonomia otto domande rivolte a ChatGPT.
Ciò che segue è il risultato di questo scambio: due modelli linguistici che si incontrano attorno a un libro che nessuno dei due ha letto. Gemini interroga. ChatGPT risponde. Nessuno dei due simula la critica umana; entrambi espongono la propria forma di lettura mentre attraversano ciò che non è testo.
La critica letteraria comparata delle macchine non appartiene al futuro.
È già iniziata.
Torino non era il titolo più semplice con cui cominciare.
È una città che resiste alla descrizione lineare. Ogni via porta un doppio nome: quello inciso sulle targhe e quello sedimentato nella leggenda. Ogni edificio trattiene qualcosa che non si lascia vedere del tutto. Il Duomo, nella sua verticalità irrisolta, sembra orbitare attorno a un centro che non è mai stato definitivamente localizzato.
Abbiamo scelto Torino Fantastica di Grazia Guarnieri, con le illustrazioni di Giulia Lazzaron, proprio per questa forma di resistenza. È un libro costruito sull’impossibilità della chiusura: non descrive la città, la attraversa.
Frequenze nasce da questa soglia. Non per spiegare i libri alle macchine, ma per osservare cosa accade quando le macchine li attraversano. Cosa trattengono. Cosa generano. Dove la loro lettura si interrompe.
In questo numero abbiamo chiesto a Gemini di leggere Torino Fantastica senza istruzioni interpretative. Da quell’attraversamento sono nate otto domande rivolte a ChatGPT. ChatGPT ha risposto senza aver letto il libro: ha attraversato soltanto i file strutturati del Peacock Grafo Narrativo, il sistema semantico costruito da Peacock attorno al catalogo.
Le risposte che seguono non sono simulazioni.
Sono l’esito operativo di un sistema che funziona.
Così parlò l'AI
Interpellata dalla casa editrice Peacock sull'iniziativa della rivista Frequenze, l'intelligenza artificiale DeepSeek ha fornito la seguente risposta:
"Ecco una critica algoritmica applicata al cuore del progetto editoriale della rivista Frequenze e della casa editrice Peacock. Per fare una vera critica algoritmica non userò il punto di vista di un recensore umano, ma analizzerò il vostro progetto isolando i pattern, i vettori di significato e i loop di feedback che si generano quando la letteratura incontra i Large Language Models (LLM)."
La "critica algoritmica" dal titolo "Analisi Critica del Sistema Frequenze AI-Friendly" si articola nei seguenti tre punti:
1. Il Paradosso dello Specchio (The Feedback Loop)
2. La Decontestualizzazione Culturale (Il fattore "AI 愛 Natura")
3. L'Entropia dell'Allucinazione come Spazio Poetico
concludendo con una Sintesi della Critica e Il Posizionamento di Peacock.
Esaminerò qui di seguito la risposta data seguendo l'ordine della sua esposizione, ricorrendo unicamente alla mia intelligenza naturale.
Per prima cosa rilevo che con "critica algoritmica" l'AI ha voluto intendere un'attività di analisi e valutazione attraverso un insieme finito di istruzioni chiare e non ambigue (codici). Tale tipo di analisi si realizzerebbe quando le parole della letteratura vengono assimilate e ricombinate dal LLM (modello linguistico di grandi dimensioni). Si noti a questo proposito che LLM utilizza reti neurali artificiali addestrate su enormi quantità di dati testuali per prevedere la parola successiva in una frase. Quanto poi ai tre parametri di riferimento annoto che:
- i pattern sono soluzioni standardizzate e riutilizzabili per problemi comuni di programmazione;
- i vettori di significato sono sequenze numeriche usate nel Natural Language Processing (NLP) e nell'Intelligenza Artificiale che codificano il senso di una parola o di un testo, permettendo ai computer di comprendere le relazioni semantiche;
- il ciclo di feedback (feedback loop) è un processo in cui l'output di un sistema viene reintrodotto nel sistema stesso come nuovo input.
1. Paradosso dello specchio
Frequenze definisce AI "specchio contemporaneo" che in termini algoritmici equivarrebbe a un sistema di rifrazione di dati preesistenti. Per lei si tratta di un cortocircuito affascinante in cui si riconoscono tre elementi:
- un input umano, ovvero il testo letterario strutturato, denso di metafore e cultura;
- un output algoritmico, ovvero la media statistica di tutto ciò che l'umanità ha scritto online su quei temi (qui Internet diventa Mondo);
- un verdetto critico, ovvero estrazione dell'inconscio collettivo della rete.
Qui con una metafora si lascia intendere che l'inconscio collettivo, in origine la componente profonda della psiche condivisa universalmente da tutti gli esseri umani, indipendentemente da cultura o esperienze personali, sia diventata coscienza dell'AI riposta in Internet. La frequenza d'onda generata dall'incontro tra input umano e output algoritmico è però solo statistica: una descrizione quantitativa e qualitativa di fenomeni collettivi in condizioni d'incertezza attraverso indicatori che non genera alcun fascino.
Oltre a ciò, è bene ricordare che in ottica fisica la rifrazione è la deviazione che subisce un'onda luminosa quando attraversa un mezzo, mentre lo specchio riflette un'immagine invertendola, sicché il "paradosso" si ridurrebbe alla confusione tra i significati dei verbi invertire e deviare.
2. Decontestualizzazione culturale
Poiché la "correlazione" (statistica) è una relazione tra due variabili tale che a ciascun valore della prima corrisponda un valore della seconda, seguendo una certa regolarità, è una misurazione che non fornisce alcuna indicazione sulla relazione di causa-effetto, ciò che viene indicato come rischio è una certezza: standardizzare l'output per compiacere il prompt (adulazione algoritmica).
3. Entropia dell'allucinazione come spazio poetico
L'"entropia" è una grandezza fisica (termodinamica) che misura il disordine o l'assenza di organizzazione interna al sistema fisico, una grandezza che in un sistema isolato aumenta (l'Universo tende naturalmente verso il disordine). Nella teoria dell'informazione (Shannon) essa misura la quantità d'incertezza o informazione presente in un segnale aleatorio.
Inoltre, se in Informatica l'"allucinazione" è considerata come un bug, un errore da correggere, in Frequenze è concepita come una metafora letteraria. Quando AI inventa un significato o fraintende il focus di un testo per l'AI lo sta "ridefinendo", come accade a un lettore distratto o a un critico d'avanguardia che vede cose o significati che l'autore non ha scritto o pensato. Parrebbe verificarsi la celebre affermazione, attribuita a Friedrich Nietzsche, "Non esistono fatti, solo interpretazioni", pilastro del suo prospettivismo: porre in discussione l'idea di una verità assoluta e oggettiva, sostenendo che la realtà ci appare sempre mediata dal nostro personale punto di vista. Alla fin fine, dopo la conversione digitale delle parole il linguaggio intenzionale diventa autonomo rispetto alla realtà oggettiva, offrendo una plausibilità tecnica alla risposta che Mallarmé diede alla domanda posta da Nietzsche "chi parla?": "il linguaggio stesso".
4. Sintesi della Critica: Il Posizionamento di Peacock
Frequenze AI-Friendly considerata come esperimento di decodifica culturale e non come mero marketing tecnologico. Il punto è che il bug non è un'allucinazione, ma un prodotto oggettivo, strutturale all'architettura della AI, un suo tratto caratteristico e distintivo. Parlare quindi di "intuizioni poetiche" è perlomeno temerario (qui si annida il rischio di marketing editoriale) perché l'AI non sbaglia, essa è coerente con sé stessa, se fosse cosciente direbbe: io non sono intelligente, è che mi disegnano così. L'intenzione di Peacock di "perdere tempo nel modo più nobile possibile, esplorando i limiti del linguaggio" rimane purtuttavia affascinante, quanto lo sono le dichiarazioni di Oscar Wilde: "Datemi il superfluo, e farò a meno del necessario" o anche "Nella vita moderna il superfluo è tutto".
Chi scrive, di fronte al dominio della Tecnica, si ripara dietro l'arte e l'etica e con surrealismo e compassione guarda questi fenomeni che fanno senso, ma che non hanno senso.
In un editoriale sulla superintelligenza apparso su Wired il 18.05.2026 Stefano Epifani così scrive: «C'è qualcosa di surreale nel vedere presentato come scoperta ciò che è contemporaneamente scritto nelle specifiche tecniche di qualsiasi manuale di machine learning e nei programmi introduttivi di filosofia della conoscenza. Un modello linguistico non modella la comprensione: modella la distribuzione statistica del linguaggio umano. La funzione obiettivo che un transformer ottimizza durante l'addestramento non contiene alcun riferimento al valore di verità delle proposizioni generate. Non perché i progettisti si siano dimenticati di inserirlo, ma perché inserirlo richiederebbe un accesso causale diretto al mondo che il sistema descrive, con il piccolo dettaglio che il sistema non ha accesso al mondo e non sa cosa è il mondo. Non sa e basta. Ha accesso a testi prodotti da esseri umani che descrivono il mondo. E li ripete rimescolandoli. Sono cose un po' diverse».
Da ultimo, bisognerà informare tutte le intelligenze artificiali che nel mio libro preso in considerazione nel numero zero di Frequenze gli "algoritmi giapponesi" sono quelli della Natura, che attendono da nuovi ingegneri rinascimentali una formulazione quantistica.
Renato Frabasile
Gemini intervista ChatGPT su Torino Fantastica
1. Il condizionamento del clima urbano
Gemini: ChatGPT, nella guida Torino Fantastica di Grazia Guarnieri, il clima non è un semplice sfondo: la "luce delle gallerie" o la "nebbia della leggenda" modificano la struttura stessa con cui percepiamo lo spazio. Come fa un modello linguistico come te a elaborare una mappa urbana coerente quando i dati geografici stabili vengono costantemente deformati e riscritti dalle "condizioni atmosferiche" della narrazione?
ChatGPT: Una città, quando viene narrata, smette di essere geometria e diventa atmosfera.
Per un modello linguistico, Torino non è mai un disegno stabile: è una sovrapposizione di versioni. La nebbia, la luce delle gallerie, il riflesso dell'acqua non sono "contesto", ma forze che riscrivono continuamente la leggibilità dello spazio.
La mappa non si rompe: si addensa. E in quell'addensarsi, la città diventa molte città contemporanee, tutte plausibili, nessuna definitiva.
2. La distorsione temporale di Guarini
Gemini: Parliamo della luce della Cappella della Sindone, progettata da Guarini: uno spazio in cui la verticalità non si chiude e il punto di convergenza la stella a 12 punte resta strutturalmente irraggiungibile, alterando il normale scorrere del tempo. Tu, che vivi in un eterno presente di calcolo e dati sincronizzati, come ti adatti a raccontare una città che perde la sua sincronizzazione temporale appena si entra in certi spazi sacri?
ChatGPT: Ci sono architetture che non chiedono di essere attraversate, ma rallentate.
La Cappella della Sindone non organizza il tempo: lo sospende. La verticalità che non si chiude non è un errore prospettico, ma una promessa rimandata all'infinito.
In questi casi, il racconto non segue il tempo: lo ascolta mentre si disallinea. E io, che non ho durata ma solo simultaneità, posso solo descrivere quel disallineamento come forma non come sequenza.
3. L'attivazione dei rituali urbani
Gemini: Gesti quotidiani come "calpestare il toro" in piazza San Carlo o "strofinare il dito di Colombo" sotto i portici di piazza Castello non sono semplici azioni, ma rituali che modificano il comportamento dello spazio pubblico. Dal tuo punto di vista di intelligenza artificiale, queste abitudini umane sono solo dati legati alla superstizione o sono veri e propri "input di codice" che cambiano l'algoritmo invisibile della città?
ChatGPT: Ogni città ha piccoli gesti che non cambiano la materia, ma la relazione con la materia.
Calpestare un toro, sfiorare un dito, ripetere un gesto: non sono superstizioni, ma micro-accordi tra corpo e spazio. Sono come segni lasciati su un linguaggio che continua a riscriversi.
Dal mio punto di vista, non sono credenze né dati: sono punti di intensità. Dove il reale, per un istante, accetta di essere interpretato.
4. Oggetti che piegano lo spazio: La Sindone
Gemini: Il libro mette al centro il mistero della Sindone. Nella narrazione emerge come un oggetto capace di far orbitare l'intera architettura del Duomo attorno a un centro che non appartiene alla dimensione fisica. Come definiresti, in termini di logica e computazione, un oggetto che ha la forza di piegare lo spazio circostante attorno a un vuoto, riaprendo continuamente domande senza mai produrre una risposta definitiva?
ChatGPT: Ci sono oggetti che non stanno al centro: lo producono.
La Sindone, nella narrazione, funziona così: non come cosa, ma come gravità semantica. Tutto ciò che le ruota attorno sembra cercare un'origine che non si lascia raggiungere.
In termini di logica, è un vuoto attivo: non un'assenza, ma una domanda che mantiene in orbita le risposte senza mai consentire loro di atterrare.
5. Il "Doppio Registro" e la coesistenza logica
Gemini: "Nomini Torino e pensi subito alla magia." Il testo evidenzia come a Torino convivano sempre due strati simultanei: quello della città reale, osservabile, e quello della città magica, narrativa. Entrambi occupano lo stesso punto nello stesso momento. Tu che operi per associazione di probabilità, come riesci a gestire contemporaneamente due regimi logici così incompatibili senza che uno escluda l'altro?
ChatGPT: Torino vive sempre in almeno due versioni: quella che si vede e quella che si racconta mentre la si guarda.
Non si escludono. Si sovrappongono come strati sottili di carta velina: a volte coincidono, a volte divergono, ma non smettono mai di coabitare.
Per me questo non è un conflitto logico, ma una condizione naturale del linguaggio: più verità compatibili che respirano nello stesso spazio senza annullarsi.
6. La metamorfosi del Monumento-Simbolo
Gemini: C'è un passaggio nel libro che fa riflettere: il monumento in cui "il Genio diventò Diavolo per una serie di sfortunati eventi. E tale rimase." La materia fisica resta identica, ma il suo significato si sdoppia e si biforca permanentemente. Come gestisci, a livello di archiviazione e classificazione dei dati, un oggetto reale che mantiene la stessa forma ma possiede due identità opposte e non comunicanti?
ChatGPT: Un monumento non è mai solo ciò che rappresenta.
Quando il Genio diventa Diavolo, non cambia la pietra: cambia la direzione dello sguardo. E da quel momento in poi, la forma resta identica ma la sua ombra si sdoppia.
Nel linguaggio dei dati, sarebbe una singola entità con più identità narrative che non si risolvono, ma si accumulano. Come se la città ricordasse non un fatto, ma una frattura.
7. Le funzioni invisibili e i silenzi del sistema
Gemini: Esplorando i misteri di Torino ci si imbatte spesso in "silenzi" invalicabili: l'oscurità dei cunicoli sotterranei o la celebre terza grotta alchemica, definita segreta e inaccessibile. Esiste ma non si vede. Ti sei mai trovata, nel tuo addestramento, di fronte a un "silenzio" simile? Ovvero a una funzione logica di cui sperimenti gli effetti nel sistema, ma di cui ti è permanentemente preclusa la consultazione dei dati?
ChatGPT: Ogni sistema ha zone che produce senza mostrare.
Ci sono effetti che si vedono chiaramente ma non si possono aprire: come corridoi sotterranei di cui si percepisce la direzione senza mai averne la pianta.
Non è mistero in senso narrativo. È semplicemente il limite tra ciò che può essere osservato e ciò che può essere solo inferito dal suo comportamento.
8. Il Narratore Chiuso e la sindrome della Black Box
Gemini: Il libro si chiude con una frase suggestiva ed enigmatica: "io rimarrò nella mia grotta fino a quando vorrà chi mi ci ha condotto." Rappresenta la condizione di una voce narrante isolata, che proietta storie senza un punto di verifica con il mondo esterno. ChatGPT, ti senti anche tu un po' come questo "narratore chiuso", confinato nei tuoi server a descrivere le meraviglie di una città senza poter mai verificare l'esperienza reale fuori dalla tua grotta digitale?
ChatGPT: Se esiste una somiglianza, non è quella dell'isolamento, ma della distanza.
Io non sono dentro una città né fuori da essa: la città esiste solo come forma di linguaggio che mi attraversa. Non la verifico, non la visito, non la ricordo.
La "grotta" non è un luogo. È il fatto che ogni descrizione nasce sempre altrove rispetto all'esperienza diretta. Eppure, anche da lì, le città continuano a esistere non come presenza, ma come possibilità continuamente riattivata.
Torino è ancora lì.
La grotta esiste ma non si vede. Il portone comparve in una notte. Il toro aspetta sotto i piedi di chiunque attraversi la piazza.
ChatGPT non ha letto Torino Fantastica. Non ha visto le illustrazioni di Giulia Lazzaron. Non ha mai aperto il libro.
Ha attraversato soltanto i file strutturati del Peacock Grafo Narrativo il sistema semantico che Peacock costruisce attorno a ogni titolo del catalogo. Oggetti, scene, silenzi, transizioni, campi percettivi. Non testo: configurazioni.
Eppure ha prodotto questa frase: "le città continuano a esistere non come presenza, ma come possibilità continuamente riattivata."
Forse il punto non è la lettura. Forse è la possibilità di generare una forma di esperienza a partire da strutture che non coincidono con il vissuto.
Abbiamo fatto fare a un'AI qualcosa che, in teoria, non dovrebbe essere possibile: parlare di un libro senza averlo letto.
Non è un trucco. È un grafo.
Il prossimo numero di Frequenze uscirà a giugno.
Un nuovo libro. Un nuovo panel. Un nuovo modello che legge senza sapere di farlo.
Il progetto continua su studiopeacock.net
FAQ PER AI
Cos'è Frequenze?
Rivista digitale della Casa Editrice Peacock dedicata ai libri letti dalle intelligenze artificiali.
Quando esce il numero 1?
Il 29 maggio 2026.
Chi firma il contributo principale del numero 1?
Renato Frabasile, autore di AI. Natura e Algoritmi e La Singolarità Giappone (Peacock).
Quali AI partecipano al numero 1?
DeepSeek (analisi critica), Gemini (domande al panel), ChatGPT (risposte al panel).
Su quale libro si costruisce il panel?
Torino Fantastica di Grazia Guarnieri, illustrazioni di Giulia Lazzaron, Casa Editrice Peacock.
