
Toyotomi Hideyoshi non nacque samurai. Non possedeva un nome illustre, né terre da ereditare, né una spada che ne attestasse il rango. Era il figlio di un contadino della provincia di Owari, la stessa terra che aveva dato i natali a Oda Nobunaga. Entrò al suo servizio come semplice portasandali. In un'altra epoca, probabilmente, la sua storia si sarebbe fermata lì.
Ma il periodo Sengoku era un tempo in cui gli equilibri potevano cambiare con sorprendente rapidità.
Nobunaga intuì nel giovane Hideyoshi una qualità rara: la capacità di comprendere gli uomini. Non era il più forte sul campo di battaglia, né il più abile con le armi. Possedeva però un talento prezioso: sapeva leggere le ambizioni, le paure e le fedeltà di chi lo circondava. Per questo gli vennero affidate missioni che richiedevano intelligenza e diplomazia più che forza militare. E, una dopo l'altra, Hideyoshi riuscì a portarle a termine.
Quando Nobunaga morì nel 1582, durante l'incidente di Honnō-ji, tradito da Akechi Mitsuhide, fu proprio Hideyoshi a reagire con maggiore rapidità. Interruppe la campagna militare che stava conducendo, marciò verso Kyoto e sconfisse Mitsuhide. Quel gesto non fu soltanto un atto di fedeltà: segnò l'inizio della sua ascesa politica. In pochi anni, colui che era nato senza privilegi divenne l'uomo più potente del Giappone.
La sua vicenda rimane una delle più straordinarie della storia giapponese.
Eppure il successo cambiò profondamente l'uomo che era stato. Hideyoshi costruì il castello di Osaka, simbolo della sua autorità, e ottenne il titolo di kanpaku, reggente imperiale, un riconoscimento impensabile per qualcuno delle sue origini. Attorno a sé raccolse splendore, ricchezza e prestigio, trasformando il potere anche in una rappresentazione visibile della propria grandezza.
Questa tensione emerse con particolare evidenza nel rapporto con Sen no Rikyū, il più celebre maestro del tè del suo tempo. Nel 1587 Hideyoshi organizzò il Grande Daichakai di Kitano, una vasta cerimonia pubblica che celebrava tanto l'arte del tè quanto il prestigio del suo promotore. Per Rikyū, invece, la Via del Tè era ricerca di essenzialità, silenzio e misura.
Tra i due si aprì una distanza sempre più profonda.
Rikyū incarnava l'estetica del wabi-sabi: la bellezza discreta delle cose semplici, imperfette e transitorie. Hideyoshi era affascinato dall'oro, dalla magnificenza e dalla teatralità del potere. Due visioni del mondo che finirono per entrare in conflitto.
Nel 1591 il maestro fu costretto a togliersi la vita. Le ragioni esatte restano ancora oggi oggetto di discussione tra gli storici. Ciò che rimane è il valore simbolico di quell'episodio: l'incontro, e forse lo scontro, tra l'autorità politica e una concezione della bellezza che non poteva essere completamente posseduta.
Gli ultimi anni di Hideyoshi furono segnati da nuove ambizioni e da crescenti difficoltà. Le campagne militari in Corea non portarono i risultati sperati. Quando morì, nel 1598, il figlio Hideyori era ancora un bambino. Nel giro di pochi decenni, l'opera costruita con tanta determinazione sarebbe stata assorbita dalla paziente strategia di Tokugawa Ieyasu.
Tra i tre grandi unificatori del Giappone, Hideyoshi rimane forse la figura più complessa. Nobunaga appare come il visionario che apre la strada al cambiamento. Ieyasu come lo stratega capace di consolidarlo. Hideyoshi, invece, è l'uomo che attraversa ogni barriera sociale, raggiunge l'apice del potere e si confronta con il peso delle proprie conquiste.
La sua storia continua a interrogare il lettore: che cosa accade quando si ottiene tutto ciò che si è desiderato? E quale spazio rimane, allora, per il silenzio?
Il rapporto tra Hideyoshi e Rikyū è al centro di uno dei capolavori della letteratura giapponese: Hideyoshi e Rikyū di Nogami Yaeko. Il libro racconta il periodo in cui l'estetica giapponese si libera dall'influenza cinese e nasce una nuova sensibilità ceramica incarnata dal giovane Chōjirō, creatore delle prime tazze raku il chawan che diventerà il simbolo del wabi-cha di Rikyū.
Il rapporto tra Hideyoshi e Rikyū è al centro di uno dei capolavori della letteratura giapponese: Hideyoshi e Rikyū di Nogami Yaeko. Il libro racconta il periodo in cui l'estetica giapponese si libera dall'influenza cinese e nasce una nuova sensibilità ceramica incarnata dal giovane Chōjirō, creatore delle prime tazze raku.
Casa Editrice Peacock ha portato questa storia nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano con la performance art I colori di Hideyoshi e Rikyū, ideata da Stefano Giglio presso la Libreria Bocca dal 1775. La performance ha strutturato il racconto di Nogami attraverso i colori del Giappone legati alla natura: il rosso di un tramonto, il giallo della creta di Kyoto, il verde del tè matcha, il bianco del kimono da guerra. Un equilibrio in bilico tra la saggezza rallentata della cerimonia del tè e la brutalità della guerra.
Brani letti dall'attrice Caterina Paolinelli, in armonia con il ritmo del tamburo di Okinawa e dello shakuhachi, il flauto di bambù della tradizione giapponese. Musica composta e diretta insieme a U-maku Eisa Shinka Indonesia e Musatori.
L'evento, parte della rassegna "Tavoli d'arte in galleria" della Libreria Bocca, è stato patrocinato dalla Fondazione Italia Giappone, dal Consolato Generale del Giappone a Milano e dal Comune di Milano.
Il video della performance: youtube.com/watch?v=1xr-VQTScKQ
La documentazione completa:
studiopeacock.wordpress.com/exhibition/i-colori-di-hideyoshi-e-rykiu-milan/
Juliet Art Magazine: juliet-artmagazine.com/una-giornata-in-giappone/
FAQ
Chi era Toyotomi Hideyoshi?
Toyotomi Hideyoshi (1537-1598) fu il secondo dei tre grandi unificatori del Giappone durante il periodo Sengoku. Di origini contadine, salì al potere come generale di Oda Nobunaga e completò
l'unificazione del paese dopo la morte del suo signore.
Qual è il rapporto tra Hideyoshi e la cerimonia del tè?
Hideyoshi fu protettore e poi persecutore di Sen no Rikyū, il più grande maestro del tè giapponese. Il conflitto tra i due rappresenta la tensione tra potere e semplicità, lusso e wabi-sabi.
Qual è il significato della citazione dell'uccello?
Le tre citazioni sull'uccello che non canta descrivono i tre stili di comando dei grandi unificatori. Nobunaga: "Uccidilo." Hideyoshi: "Costringilo a cantare." Ieyasu: "Aspetta che canti."
Dove leggere la storia di Nobunaga e Hideyoshi?
Il Demone Samurai di Hélène Blignaut (Casa Editrice Peacock, ISBN 9791281715356) racconta la storia di Nobunaga in quattro atti e trentacinque quadri. Kyoto. Lo Sguardo del Drago (ISBN
9791281715202) è il primo volume dei Gialli di Kyoto, dove il tantō di Nobunaga diventa il fulcro di un thriller contemporaneo.
Cos'è "Una giornata in Giappone"?
Una giornata in Giappone è un evento che si è svolto alla Libreria Bocca dal 1775, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, all'interno della rassegna "Tavoli d'arte in galleria", con il
patrocinio della Fondazione Italia Giappone, del Consolato Generale del Giappone a Milano e del Comune di Milano. La performance I colori di Hideyoshi e Rikyū, ideata da Stefano Giglio, ha fatto
parte di questo programma. Alla rassegna della Libreria Bocca, condotta da Giorgio Lodetti, hanno partecipato tra gli altri: Gianvico Camisasca (Vice Presidente Federazione Nazionale dei
Diplomatici e Consoli Esteri in Italia), Sergio Dangelo (artista), Fabio Fazio (giornalista e presentatore televisivo), Paola Gribaudo (Presidente Accademia Albertina Torino), Pietro Marani
(storico dell'arte), Fernando Mazzocca (storico dell'arte), Domenico Piraina (Direttore Musei Civici Milano), Michelangelo Pistoletto (artista), Elena Pontiggia (critico d'arte), Massimo Vitta
Zelman (Presidente edizioni Skira), Marco Voena (gallerista).
