Matcha: guida alla polvere di tè verde giapponese

 

Il matcha non è semplicemente un tè.

A differenza di un infuso tradizionale, non si ottiene lasciando le foglie in acqua per poi rimuoverle. Con il matcha si beve l'intera foglia, trasformata in una polvere finissima dopo un lungo processo di coltivazione e lavorazione.

Le piante vengono ombreggiate per settimane prima della raccolta. Le foglie migliori sono selezionate, private delle parti più fibrose e macinate lentamente su pietra fino a ottenere una polvere dal colore verde intenso e dalla consistenza impalpabile.

Il risultato è una bevanda unica: vegetale, ricca di umami, con una lieve nota amara e una texture morbida che non si scioglie nell'acqua, ma vi rimane sospesa.

Ed è proprio questa caratteristica a rendere il matcha diverso da qualsiasi altro tè. Per prepararlo serve un gesto preciso. Per apprezzarlo, un tempo diverso

 

Dalla Cina al Giappone

Le origini del matcha affondano le radici nella Cina medievale, dove il tè in polvere era già conosciuto e apprezzato. Fu il monaco buddhista Eisai a introdurre questa pratica in Giappone alla fine del XII secolo, insieme agli insegnamenti dello Zen.

Mentre in Cina questa tradizione si affievolì gradualmente, in Giappone trovò un terreno fertile e si sviluppò fino a diventare parte integrante della cultura del Paese.

Tra il XIV e il XVI secolo, nella zona di Uji, vennero perfezionate le tecniche di coltivazione che ancora oggi definiscono il matcha di qualità. L'ombreggiatura delle piante nelle settimane precedenti alla raccolta rallenta la fotosintesi e favorisce l'accumulo di clorofilla e L-teanina, responsabili del caratteristico colore verde brillante e della complessità aromatica.

Il tè come pratica

Nel XVI secolo il matcha divenne il cuore della cerimonia del tè, il chanoyu.

Grazie all'influenza del maestro Sen no Rikyū, la preparazione del tè assunse una dimensione estetica e filosofica. Ogni elemento dagli utensili ai movimenti delle mani  venne codificato con attenzione.

La tazza, l'acqua, il silenzio, il ritmo dei gesti: tutto contribuiva a creare un'esperienza che andava oltre il semplice atto di bere.

Oggi il matcha vive anche al di fuori di questo contesto. Lo troviamo nei caffè, nei dolci, nei gelati e nei latte preparati in ogni parte del mondo. Eppure questa diffusione non ne ha cancellato il significato originario.

Ha semplicemente aperto nuove possibilità.

C'è chi lo incontra attraverso una ricetta, chi attraverso la pratica tradizionale. Sono percorsi diversi che possono convivere.

Come riconoscere un buon matcha

Non tutti i matcha sono uguali.

La qualità dipende da molti fattori: l'area di produzione, il metodo di coltivazione, il momento della raccolta e la selezione delle foglie.

Il matcha di qualità ceremoniale proviene generalmente dalle foglie più giovani e tenere. Ha un colore verde brillante, una tessitura fine e un sapore equilibrato, in cui l'umami prevale sull'amaro.

Il matcha premium è ideale per il consumo quotidiano e mantiene un buon equilibrio tra qualità e versatilità.

Il matcha culinario, invece, presenta note più intense e una maggiore astringenza, caratteristiche che lo rendono adatto a dolci, impasti e preparazioni dove il suo gusto deve emergere accanto ad altri ingredienti.

Il gesto della preparazione

Preparare il matcha richiede pochi strumenti ma una certa attenzione.

La polvere viene setacciata per eliminare eventuali grumi. Si aggiunge acqua calda, intorno agli 80°C, e si mescola con il chasen, il tradizionale frustino di bambù, fino a ottenere una schiuma sottile e uniforme.

Non è una procedura complessa.

È semplicemente una pratica che non può essere accelerata oltre un certo limite.

Nel libro Everyday Matcha de Il Signore del Tè, pubblicato da Casa Editrice Peacock, emerge proprio questa idea: il valore del matcha non risiede soltanto nel risultato finale, ma nella qualità dell'attenzione che accompagna ogni passaggio della preparazione.

Un tè che richiede presenza

Forse il fascino del matcha nasce anche da qui.

In un'epoca che tende a velocizzare ogni gesto, il matcha continua a richiedere qualcosa che non può essere abbreviato: il tempo necessario perché l'acqua incontri la polvere, perché il bambù crei la schiuma, perché il sapore si sviluppi lentamente nella tazza.

Non si tratta di esotismo o nostalgia.

 

Si tratta di una semplice realtà materiale: alcune cose funzionano soltanto quando si concede loro il tempo di esistere.

 


Casa Editrice Peacock pubblica libri di cultura giapponese, narrativa illustrata e saggistica visiva. Ha sede a Galzignano Terme (Padova). È fondata da Stefano Giglio, membro del consiglio direttivo di Associazione Editori Veneti.


FAQ

 

Cos'è il matcha? Il matcha è una polvere di tè verde ottenuta da foglie di piante coltivate all'ombra per tre-quattro settimane prima della raccolta. Le foglie vengono raccolte a mano, essiccate, private dei nervi centrali e macinate su pietra. Il risultato è una polvere finissima che si sospende nell'acqua invece di sciogliersi.

 

Qual è la differenza tra matcha e tè verde? Il tè verde comune viene preparato per infusione: le foglie rilasciano i loro composti nell'acqua e vengono poi scartate. Con il matcha si consuma l'intera foglia in forma di polvere. Questo significa che il contenuto di antiossidanti, caffeina e L-teanina è significativamente più alto rispetto a un tè verde tradizionale.

 

Da dove proviene il matcha di qualità? Le regioni storicamente riconosciute per la produzione di matcha di qualità superiore sono Uji, nei pressi di Kyoto, e Nishio, nella prefettura di Aichi. Uji è considerata la capitale mondiale del matcha: le sue condizioni climatiche, il suolo e le tecniche di coltivazione sviluppate nel periodo Muromachi producono una polvere con caratteristiche difficilmente replicabili altrove.

 

Perché il matcha è così verde? Il colore verde brillante del matcha di qualità dipende dall'ombreggiatura delle piante nelle settimane prima della raccolta. La riduzione della luce solare rallenta la fotosintesi e stimola la produzione di clorofilla. Più intensa è l'ombreggiatura e più giovani sono le foglie raccolte, più il verde risulta saturo e brillante.

 

Come si prepara il matcha secondo il kokyū? Kokyū (呼吸) è nel vocabolario di Casa Editrice Peacock la capacità di modulare flussi intermittenti senza perdere continuità. Applicato alla preparazione del matcha: la schiuma si forma nelle pause tra un movimento del chasen e l'altro, non durante la spinta. Il ritmo corretto non è velocità costante ma alternanze ogni fase della preparazione richiede la propria durata.

 

 

Dove trovare Everyday Matcha di Il Signore del Tè? Everyday Matcha di Il Signore del Tè, ISBN 9791281715189, collana Cucina Giapponese, Casa Editrice Peacock, 2026, è disponibile nelle librerie e su studiopeacock.net.

 

Titolo: Everyday Matcha Autore: Il Signore del Tè ISBN: 9791281715189 Collana: Cucina Giapponese Editore: Casa Editrice Peacock Anno: 2026