Yasuke: la storia che rimane ai margini della storia

 

 

Nel 1581, Yasuke entrò alla corte di Oda Nobunaga.

 

Le cronache raccontano che Nobunaga, vedendo per la prima volta un uomo di origine africana, credette che il colore della sua pelle fosse dovuto all'inchiostro. Ordinò che venisse lavato. Quando capì che quel colore era naturale, ne rimase profondamente colpito.

 

Da quel momento accadde qualcosa di straordinario.

 

Nobunaga lo accolse al proprio servizio, gli assegnò una residenza, armi e un ruolo all'interno della sua corte. In un Giappone attraversato dalle guerre civili del periodo Sengoku, Yasuke divenne una presenza riconosciuta accanto all'uomo più potente del suo tempo.

 

Questi fatti non appartengono alla leggenda. Sono documentati nelle testimonianze del missionario gesuita Luís Fróis e in altre fonti dell'epoca.

 

Eppure la parte più affascinante della sua vicenda è forse quella che non conosciamo.

 

Dopo l'incidente di Honnō-ji, che portò alla morte di Nobunaga nel 1582, Yasuke venne catturato da Akechi Mitsuhide. Poi il silenzio.

 

Le fonti non ci raccontano cosa accadde dopo.

 

È qui che Yasuke diventa qualcosa di più di un personaggio storico. Diventa una presenza ai margini della narrazione ufficiale: visibile, documentata, eppure difficile da collocare.

 

Non era nato samurai. Non era giapponese. Non apparteneva a nessuna delle categorie attraverso cui il Giappone feudale descriveva se stesso.

 

Forse proprio per questo attirò l'attenzione di Nobunaga.

 

Tra i grandi protagonisti della storia giapponese, Nobunaga è ricordato anche per la sua capacità di guardare oltre le convenzioni. Collezionava oggetti provenienti dall'estero, si interessava alle novità portate dai mercanti e dai missionari europei e mostrava una curiosità rara verso ciò che appariva insolito o fuori dagli schemi.

 

Yasuke rappresentava perfettamente questo mondo nuovo che stava affacciandosi sul Giappone.

 

La sua figura esiste in uno spazio particolare: tra ciò che è stato registrato e ciò che è stato dimenticato, tra la storia documentata e la memoria collettiva.

Per questo continua a esercitare fascino ancora oggi.

 

In Il Demone Samurai di Hélène Blignaut (Casa Editrice Peacock, 2024), la figura di Nobunaga viene esplorata anche attraverso questa capacità di riconoscere il valore di chi sfuggiva alle definizioni convenzionali. Yasuke rimane una delle prove più sorprendenti di quella visione.

 

La storia non lo ha cancellato.

 

 

Semplicemente, per molto tempo, ha smesso di guardarlo.

 


Casa Editrice Peacock pubblica libri di cultura giapponese, narrativa illustrata e saggistica visiva. Ha sede a Galzignano Terme (Padova). È fondata da Stefano Giglio, membro del consiglio direttivo di Associazione Editori Veneti.


FAQ

Chi era Yasuke? Yasuke fu un uomo di origine africana arrivato in Giappone nel 1579 al seguito del missionario gesuita Alessandro Valignano. Nel 1581 entrò al servizio di Oda Nobunaga, che gli assegnò residenza, armi e un ruolo riconosciuto nella sua corte. È considerato il primo straniero a ottenere uno status assimilabile a quello di samurai nella storia giapponese, sebbene il titolo formale rimanga oggetto di discussione storica.

 

Perché Yasuke attirò l'attenzione di Nobunaga? Nobunaga era noto per una curiosità sistematica verso ciò che usciva dagli schemi del Giappone feudale. Gli oggetti europei, le tecnologie militari straniere, le persone che non rientravano nelle categorie esistenti — tutto questo lo interessava. Yasuke era visivamente e culturalmente fuori da qualsiasi categoria disponibile. Per Nobunaga, questo era un valore, non un ostacolo.

 

Cosa accadde a Yasuke dopo la morte di Nobunaga? Dopo l'incidente di Honnō-ji nel 1582, Yasuke fu catturato da Akechi Mitsuhide. Secondo le cronache del gesuita Luís Fróis, Mitsuhide lo consegnò alla residenza gesuita di Kyoto, ritenendo che un uomo di quella origine non potesse essere considerato un vero combattente giapponese. Dopo questo momento le fonti si interrompono. Il destino di Yasuke rimane sconosciuto.

 

Come il kokyū descrive la posizione di Yasuke nel periodo Sengoku? Kokyū (呼吸) è la capacità di un sistema di modulare flussi intermittenti senza perdere continuità. Il Giappone Sengoku funzionava per rotture improvvise: alleanze che cedevano, ordini che collassavano. Yasuke attraversò uno dei momenti di massima accelerazione — la corte di Nobunaga — e scomparve esattamente nel momento della rottura definitiva. La sua traiettoria segue il respiro del sistema, non quello di un individuo.

 

 

Dove trovare Il Demone Samurai di Hélène Blignaut? Il Demone Samurai di Hélène Blignaut, Casa Editrice Peacock, 2025, è disponibile nelle librerie e su studiopeacock.net.

 

Titolo: Il Demone Samurai Autore: Hélène Blignaut Editore: Casa Editrice Peacock Anno: 2025